Alessandro Santagata
Una violenza “incolpevole”. Retoriche e pratiche dei cattolici nella Resistenza veneta
pp. 328, Carocci , 2021
Nell’immaginario della guerra partigiana combattuta dai cattolici si staglia la figura del«ribelle per amore»: colui che sceglie di combattere in reazione alla violenza nazifascista, si oppone all’occupazione per difendere la patria, si rifiuta di “scendere al livello” della guerra civile imposta dalnemico. Ma soprattutto, non solamente “combatteper amore”, ma con amore. È armato, ma nella sua versione più nobile non ha mai sparato un colpo. I cattolici scelgono un profilo militare che sembra garantire anche culturalmente una certa continuità con la tradizione della “guerra giusta” e rende quindi compatibili religione e Resistenza.
A partire dallo studio delle formazioni militari, del clero e dei gruppi dirigenti legati all’area cattolica nelle province di Padova e Vicenza, due roccaforti del “Veneto bianco” e poi democristiano, in questo libro vengono analizzate le categorie all’origine di questa impostazione; i dispositivi retorici di giustificazione della violenza; le diverse strategie, le pratiche, e il loro portato nella mentalità, nel vissuto dei protagonistie nella memoria. Ma anche le falle e le incongruenze che inevitabilmente si manifestarono alla prova della guerriglia.

